Il russare è il suono di un’aria che trova la strada “stretta”: mentre dormite i tessuti molli di gola e naso si rilassano, vibrano e producono il classico rrrrr. A favorire il problema ci sono congestione nasale e allergie, dormire supini, alcol o sedativi la sera, sovrappeso e collo “importante”.
Anche la stanza troppo secca o un setto deviato possono peggiorare la notte. Non è solo fastidio: in alcuni casi è un campanello d’allarme che merita attenzione clinica. Capire quale causa pesa di più è già metà della soluzione.
Quando preoccuparsi? Se il russare è accompagnato da pause nel respiro, risvegli con “mancanza d’aria”, mal di testa al mattino, sonnolenza diurna o pressione alta, pensate all’apnea ostruttiva del sonno: meglio parlarne con il medico o con un centro del sonno, perché può servire un test specifico (polisonnografia).
Nei bambini il russare persistente, specie con tonsille/adenoidi ingrossate o difficoltà di attenzione di giorno, va sempre valutato: qui l’intervento precoce cambia molto. Ma cosa si può fare per cercare di alleviare la situazione? Ecco cosa aiuta davvero, senza miracoli.
Provate a dormire sul fianco (aiuta anche un cuscino che impedisce di girarsi supini) e a sollevare la testiera di 10–15 cm. Evitate alcol e sedativi nelle 3–4 ore prima di coricarvi; curate naso e allergie con lavaggi salini, doccia calda o cerottini dilatatori nasali; tenete aria e umidità della stanza confortevoli. La gestione del peso è uno dei rimedi più efficaci nel medio periodo. Smettendo di fumare si riduce l’irritazione delle vie aeree. Se il problema persiste, valutate con lo specialista un bite di avanzamento mandibolare (fatto dal dentista) o, in caso di apnea diagnosticata, la CPAP: sono terapie con solide prove. Gli interventi chirurgici (su setto, turbinati o palato) si considerano solo dopo una valutazione accurata delle cause anatomiche.
Avvertenza salute: testo divulgativo, non è un parere medico. Se sospettate apnee, se russano bambini o se siete in gravidanza, rivolgetevi al medico.