NUOVO BONUS IN ARRIVO! Ecco come ottenerlo (solo in Italia)

Dal 1° settembre scatta il cosiddetto bonus Giorgetti. Tradotto: stipendi un po’ più alti per chi sceglie di restare al lavoro anche se avrebbe già i requisiti per la pensione anticipata.

Come funziona? Semplice (più o meno). Il lavoratore non versa più la sua quota di contributi all’Inps, pari al 9,19% dell’imponibile. Quella fetta rimane in busta paga. Diventa salario netto. Niente tasse in più.
I primi a vederlo saranno i dipendenti del privato, da settembre appunto. Per i pubblici, invece, bisogna aspettare novembre. Le stime dicono circa 7mila adesioni nel 2024, ma il dato va preso con le molle. La domanda si presenta all’Inps.

E i numeri? Con 2.000 euro lordi al mese, in tasca restano circa 183,80 euro in più. Con 2.500 lordi si sale a 229,75 euro. Non poco, soprattutto se pensiamo che l’anno scorso il bonus era tassato dall’Irpef. Stavolta no: esentasse, tutto netto. C’è però l’altra faccia della medaglia (c’è sempre). Quei contributi non finiranno più nel montante previdenziale. Tradotto: la pensione futura sarà più bassa. Lo stesso meccanismo che ricordava la riforma Maroni del 2004: incentivo subito, assegno ridotto domani. Alla fine la scelta è questa: più soldi ora, meno garanzie dopo. Tocca al singolo lavoratore decidere se pesa di più il presente o il futuro.

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